- STORIA DEL ROTARY IN ITALIA -

 

In Italia il primo Club Rotary sorse nel 1923 a Milano. L’ammissione al Rotary International avvenne il 20 novembre 1923. Nei primi due anni Presidente del Club fu una persona che già conosceva bene il Rotary (lo scozzese Sir James C. B. E. Henderson) che si fece aiutare dall’irlandese Giulio Culleton e dall’inglese Reginald Prince Mountney, e dunque poteva concretamente dare l’esempio di come dovesse agire un Club Rotary. Già nell’anno 1925-26 la presidenza passò a un italiano, il prof. Luigi Mangiagalli.

Questo era un medico specialista in ginecologia. Fu determinante per la nascita dell’Istituto dei Tumori di Milano. Si dedicò alla costituzione e all’organizzazione dell’Università agli Studi di Milano che assorbì l’Accademia scientifico-letteraria di Milano. Di questa fu il primo rettore. Fu uomo instancabile con eccezionale capacità di lavoro (veniva chiamato: “uomo senza requie”).  Aderì al Rotary Club di Milano il fior fiore della vita industriale, economica e professionale del milanese. La creazione di questo Club non fu cosa casuale e isolata: basta rendersi conto della diffusione degli altri Club negli anni immediatamente successivi. Ben presto si diffuse nei principali centri dell’Italia, dal nord al sud.

Questi i primissimi Club che seguirono l’esempio di Milano e che furono ammessi dal Rotary International nel 1924:

28 marzo 1924           Trieste,
15 novembre 1924      Genova,
04 dicembre 1924       Torino,
06 dicembre 1924       Roma,
11 dicembre 1924       Napoli,
15 dicembre 1924       Palermo,
16 dicembre 1924       Venezia.

In tali città già da mesi prima fermentavano i preparativi. Una riprova la si ha dal primo numero della rivista Rotary Italiano uscito già nel mese di giugno 1924, in forma economica (con l’utilizzo del classico ciclostile) dove si diceva che sei erano i Club ormai organizzati e “qualcuno esiste già da parecchi mesi”. Questo fa comprendere come le suddette ammissioni, attivate a novembre e a dicembre 1924, si riferivano a Club che avevano iniziato ad operare almeno sei mesi prima.

Seguendo l’esempio di quanto avveniva nelle altre realtà rotariane estere, gli incontri dei Soci avvenivano settimanalmente, ad ora di cena, presso gli alberghi più rappresentativi della città. Abitudine rimasta tuttora per il semplice motivo che sarebbe impensabile trovare un’altra ora della giornata lavorativa in cui poter riunire un gruppo di professionisti e imprenditori fortemente impegnati nelle loro attività. Ci si riunisce dunque ad ora di cena davanti a un tavolo imbandito anche per mangiare, ma soprattutto per discutere affrontando i problemi del momento e per mettere a punto progetti di servizio verso il prossimo. La gran parte delle cene rotariane è simile a quelle francescane.

Ma, cosa vuol essere, in definitiva, questa selezione degli “uomini migliori”; quale lo scopo di riunirli sotto la bandiera ideale dell’altruismo?

Il Rotary vuole il miglioramento della Società in generale. Esso, considerando l’organizzazione industriale della vita moderna come una necessità immanente nel processo dell’evoluzione dell’uomo, tende alla fusione degli interessi dei singoli con quelli della Società costituita. Tale “fusione d’interessi” deve intendersi nel senso di coincidenza. In altre parole il Rotary vuole eliminare l’EGOISMO, così diffuso nei vari strati Sociali.

 

L’Italia fu il primo Paese dell’Europa continentale ad ottenere il riconoscimento del suo Distretto (il 46). Questo avvenne formalmente a Milano il 3 febbraio 1925.

Gli anni successivi fecero registrare un ulteriore sviluppo di Club Rotariani in Italia, specialmente nelle zone più industrializzate. Cronologicamente aprirono Club in queste realtà:

 

7 marzo         1925    Firenze
8 marzo         1925    Livorno
13 giugno        1925    Bergamo
3 ottobre      1925    Parma
18 ottobre      1925    Cuneo
16 maggio       1926    Cremona
14 novembre   1926    Piacenza
5 marzo         1927    Bologna
2 aprile          1927    Brescia
21 maggio       1927    Como
3 maggio       1928    Messina
16 settembre   1928    Varese
8 dicembre    1928    Verona
9 dicembre   1928    Novara

 

In seguito altri Club Rotariani nacquero così velocemente in tutta Italia che la nostra Nazione meditò la possibilità di diventare capofila del Rotary europeo. Ma col fascismo il Rotary in Italia venne sciolto. Allora (1938) contava 34 Club con complessivi 1618 Soci.

Riaprì subito dopo la Liberazione.

Nel 1956-57 Presidente del Rotary International fu nominato proprio un italiano, proveniente dal Club di Livorno: Gian Paolo Lang. L’onore di avere per Presidente mondiale un italiano, lo si poté riavere nell’anno 1999-2000 con il Socio del Club di Milano Sud: Carlo Ravizza

Attualmente il Rotary in Italia conta circa 42.000 Soci, distribuiti in 763 Club a loro volta raggruppati in 13 Distretti.

A questi sono da aggiungere i giovani del Rotaract e quelli dell’Interact. Interessante sapere che l’Italia si pone al terzo posto, a livello mondiale, come numero di presenza di Rotaractiani. Ai primi due posti vi sono Nazioni molto più grandi dell’Italia.


 

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